Il quartier generale della World Cup 2026 a Miami, denominato Technology Operations Center (Toc), è un luogo apparentemente anonimo, progettato per essere invisibile e garantire la sicurezza dell’evento più grande della storia. Secondo Nacho Fresco, director of Technology della Fifa, l'organizzazione subisce quotidianamente circa 500 milioni di cyberattacchi, una cifra che sale a 300-500 milioni in un singolo giorno.
La portata degli attacchi è amplificata dalla natura dell’evento: la World Cup 2026 rappresenta un business da 6 miliardi di spettatori, rendendola un obiettivo primario per i cybercriminali. Questo scenario si differenzia significativamente rispetto al Mondiale in Qatar del 2022, dove furono registrati “solo” 11 miliardi di attacchi. La maggiore durata della competizione e la complessità geopolitica attuale contribuiscono ad aumentare il rischio, con motivazioni diverse per i tentativi di infiltrazione.
Il Toc Fifa, situato a Miami, è gestito da circa 60 operatori che monitorano costantemente ogni aspetto della competizione, distribuita in oltre 600 sedi nei tre Stati (Stati Uniti, Canada e Messico). L'operazione si basa su protocolli simili a quelli militari, con un’enorme ridondanza di personale per garantire la continuità del servizio. Il supporto umano è integrato da agenti AI, progettati per gestire l'enorme quantità di dati in tempo reale.
La partnership tra Fifa e Lenovo gioca un ruolo cruciale nella sicurezza dell'evento. Lenovo fornisce infrastrutture cloud, connettività a bassa latenza (con tempi di attesa di soli 2 secondi per la trasmissione IPTV) e piattaforme AI che analizzano i dati per ottimizzare ogni aspetto della competizione. Un sistema protetto è dedicato alla gestione dei biglietti elettronici, garantendo la loro autenticità. L'obiettivo finale è quello di garantire un’esperienza senza problemi per gli spettatori, sfruttando sensori, avatar e algoritmi AI per monitorare costantemente lo stato di salute dell'evento.