Napoli, 7 luglio 2026 – La famiglia di Francesca Tucci, morta a soli 24 anni dopo un intervento chirurgico al Cardarelli di Napoli, ha espresso il suo dolore e la sua rabbia, chiedendo un'inchiesta approfondita per accertare le responsabilità. Il sit-in organizzato dai familiari davanti all’ospedale evidenzia una profonda sfiducia nelle cure mediche ricevute dalla giovane donna.
Francesca Tucci si è sottoposta a un doppio intervento chirurgico, iniziato il 29 giugno, per motivi non specificati nel testo originale. L'intervento programmato in regime di intramoenia aveva preceduto un secondo intervento, entrambi cruciali per la sua salute. Tuttavia, la sua vita si è interrotta due giorni dopo l’operazione, sollevando serie preoccupazioni sulla gestione dell’emergenza e sulla tempestività degli interventi. Il fratello Antonio Tucci ha dichiarato: «Riteniamo che sia stata lasciata sola nel momento del bisogno e che i soccorsi non siano stati tempestivi né adeguati. Per ore i suoi cari hanno atteso qui fuori, senza che nessuno desse risposte».
La Procura di Napoli ha aperto un'indagine per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati tre medici coinvolti nell’operazione. L'inchiesta è stata avviata dopo la morte della giovane donna e mira a stabilire eventuali errori o negligenze che possano aver contribuito al tragico esito. La magistratura si concentrerà ora sull'analisi delle procedure mediche seguite, sulla qualità dei dispositivi utilizzati e sul comportamento del personale sanitario durante l’emergenza.
Il sit-in dei familiari, accompagnato da un forte senso di frustrazione e dolore, rappresenta una richiesta esplicita di trasparenza e giustizia. Antonio Tucci ha ribadito la fiducia nella giustizia italiana, auspicando che faccia piena luce sulla vicenda e identifichi tutti i responsabili. «Spetterà alla magistratura accertare ogni responsabilità di chi doveva vigilare sulla sua vita – aggiunge – noi confidiamo nella giustizia italiana, affinché faccia piena luce su questa vicenda. Alla stampa, ai media e a chiunque ci stia ascoltando chiediamo, con gentilezza ma con estrema fermezza, di aiutarci a mantenere la promessa fatta a Checca: rispettate il nostro dolore, e ricordate Francesca per il raggio di sole che era».