La vicenda dei concerti in Piazza San Marco presso il Teatro La Fenice ha portato a un nuovo colpo di scena che potrebbe avere ripercussioni economiche significative per la Fondazione. Lo stato di agitazione tra i lavoratori del teatro, già scaturito dalla disdetta del concerto di Claudio Baglioni e dalla mancata erogazione del bonus previsto, si è aggravato ulteriormente a causa di una questione legata all’utilizzo del palco mobile, attualmente in fase di realizzazione per un evento dedicato a Ennio Morricone.
Il problema principale risiede nel fatto che la Fondazione La Fenice, gestita dal sovrintendente Nicola Colabianchi, ha stipulato un accordo con il Comune di Venezia per l’utilizzo del palco da cinque anni, con Vela che ne è responsabile della gestione e dell'installazione. Tuttavia, l’ex sindaco Luigi Brugnaro aveva già autorizzato la vendita dell’uso del palco ad altri eventi, una pratica che ora i sindacati contestano, sostenendo che il costo dell’allestimento per il concerto di Baglioni ricade esclusivamente sulla Fenice, nonostante le responsabilità siano state delegate a Vela. Questa situazione genera un disallineamento tra gli obblighi contrattuali e la gestione delle risorse, alimentando tensioni interne.
La questione del bonus per i lavoratori, precedentemente oggetto di controversie – come dimostra il mancato erogazione di un riconoscimento per disagi riscontrati due anni prima – si aggiunge alla complessità della situazione. La RSU, composta da diverse sigle sindacali, denuncia un modello organizzativo caratterizzato da una concentrazione eccessiva delle decisioni e dalla mancanza di criteri trasparenti nella gestione delle risorse umane, accusando la governance della Fondazione di aver consentito l’accentramento delle decisioni senza definire linee guida chiare. Questa situazione genera disparità di trattamento e alimenta tensioni interne, mettendo a rischio il clima lavorativo.
La vicenda del concerto di Baglioni, con un potenziale costo per la Fenice che potrebbe superare i centomila euro, rappresenta solo l’ultima manifestazione di un problema più ampio. I sindacati chiedono un indirizzo chiaro dalla nuova amministrazione, Simone Venturini, e una gestione più equa delle risorse umane. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il contratto originale, ereditato dalla giunta Brugnaro, deve essere valutato e, se necessario, modificato per evitare ulteriori contestazioni e tensioni interne.