Roma – La segretaria del Partito Democratico Elly Schiavonesa Calenda ha ribadito categoricamente l’impossibilità di un’alleanza sia con la premier Giorgia Meloni che con il campo largo, definendo le possibilità a ‘zero per cento’. In un'intervista rilasciata al Corriere, Calenda ha sottolineato come le divergenze su scelte fondamentali – tra cui il ruolo della NATO, l'energia nucleare e la gestione dell’Ilva – rendano insostenibile qualsiasi collaborazione.
La leader dem ha evidenziato una piena consapevolezza di queste divergenze con Meloni, affermando che «siamo favorevoli a una Nato europea sulla scia di quello che chiedono i volenterosi, a un’Europa federale che ci allontani dal destino di diventare tutti delle colonie», mentre la premier si oppone a tali orientamenti. Calenda ha inoltre escluso qualsiasi alleanza con il campo largo, criticando le politiche del governo Conte e in particolare il superbonus e la quota 100, definendoli «misure che hanno rifatto la casa gratis ai ricchi e mandato in pensione a spese della collettività quattrocentomila persone».
L’intervento di Calenda si inserisce nel dibattito pre-elettorale sulla possibile formazione di un’alternativa al governo Meloni. La segretaria del PD ha chiaramente indicato la sua posizione, puntando su una linea politica distante da quella proposta dal centrodestra e dal campo largo, con l'obiettivo di costruire un’offerta riformista in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.
La dichiarazione sottolinea la rigidità delle posizioni politiche attuali, evidenziando la difficoltà di trovare punti di convergenza tra le principali forze politiche italiane. Il rifiuto categorico di Calenda lascia aperta una fase di incertezza sul futuro del panorama politico italiano, con un’opposizione ancora frammentata e divisa su temi cruciali.