Antonio Tajani ha ribadito che «mai stato trumpiano», aggiungendo che «un cappellino lo smentirebbe ma ha ragione: Meloni non è una maga». La dichiarazione arriva in seguito all'analisi di Blitz Quotidiano sull'impatto dell'ondata politica globale, con elementi conservatori profondamente radicati, e sul ruolo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che continua a sostenere un numero significativo di alleati.
Il ministro ha utilizzato una metafora per sottolineare la differenza tra il governo Meloni e l'approccio di Trump, descrivendo quest’ultimo come «un vento» che ha spazzato via certezze politiche. Tajani ha inoltre criticato l'utilizzo di immagini e comunicazioni associate a Trump, citando un esempio specifico del Board of Peace a Washington dove si condividevano «il nulla che restava di Gaza in vista di un mega resort nell’affare immobiliare del secolo».
Tajani ha specificato che il governo Meloni è «conservatore» e che lui stesso sia «berlusconiano», sottolineando la necessità di distinguere tra le diverse sensibilità politiche. La dichiarazione si inserisce in un contesto più ampio di dibattito sull'influenza delle figure politiche globali, in particolare quella americana, sulle dinamiche politiche interne.
La replica del ministro evidenzia una strategia comunicativa volta a disinnescare accuse di allineamento con l’ex presidente americano e a rafforzare l'immagine del governo Meloni come attore indipendente nel panorama internazionale.