Roma – Il Senato ha dato il via libera definitivo al decreto legge 2035 sulla riforma del cinema, segnando un punto di svolta per il settore. L’approvazione, frutto di un intenso lavoro parlamentare e di una revisione delle politiche culturali, introduce un cambio di paradigma rispetto alle precedenti gestioni, focalizzandosi sulla stabilità finanziaria, la prevedibilità degli investimenti e la riorientamento dei fondi verso nuove forme di produzione.
La riforma, promossa dal Governo con il contributo di diverse forze politiche, ha superato le resistenze accumulate nel tempo, in particolare quelle legate al “caso Kaufmann”. Un team di esperti, tra cui Maurizio Roi e Rita Borioni, ha analizzato la filiera produttiva e i meccanismi di incentivazione, proponendo soluzioni mirate a sostenere la produzione indipendente, i giovani talenti e le coproduzioni internazionali. L’introduzione di limiti ai contributi per opere con budget superiori ai 5 milioni di euro mira a evitare sprechi e a favorire una maggiore equità nella distribuzione dei fondi.
Elemento centrale della riforma è la creazione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, un ente pubblico non economico che avrà il compito di coordinare le attività del sistema, monitorando la spesa e assicurando la trasparenza dei costi. L'agenzia opererà in stretta collaborazione con Cinecittà (rilanciata dall'amministratore delegato Manuela Cacciamani), la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, il servizio pubblico Rai Cinema e le Film commission regionali. Il Forum del cinema e dell’audiovisivo diventerà organo permanente di consultazione della filiera.
La riforma introduce anche l'inclusione delle piattaforme e dei videogiochi nel sistema di sostegno al cinema, riconoscendo il loro ruolo crescente nell’industria audiovisiva. L’articolo 4 delinea una programmazione triennale con revisione annuale, garantendo la prevedibilità degli stanziamenti e definendo procedure chiare per l'erogazione delle risorse. La Ragioneria generale dello Stato, attraverso l'intervento di Daria Perrotta, ha blindato le coperture finanziarie e introdotto strumenti stringenti di monitoraggio della spesa.