La Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità (Cida) lancia un allarme sulla progressiva erosione del potere d’acquisto delle pensioni medio-alte in Italia. Secondo i calcoli della Cida, fino a 200 mila euro sono stati persi in quattordici anni a causa dei ripetuti interventi sulla rivalutazione delle pensioni, con il rischio di ulteriori penalizzazioni nel 2027.
Il problema riguarda principalmente i pensionati della dirigenza e le alte professionalità, sia del settore pubblico che privato. L’effetto cumulativo delle mancate rivalutazioni, dovuto al cosiddetto “effetto palla di neve”, ha determinato una perdita di potere d’acquisto superiore al 21% per questi soggetti. Le simulazioni indicano che un Quadro Superiore con una pensione da 5.500 euro lordi mensili ha perso circa 96 mila euro dal 2012, mentre una pensione da 10.000 euro potrebbe arrivare a sfiorare i 200 mila euro di perdita accumulata.
La Cida sottolinea che la situazione è aggravata dalle disposizioni contenute nel disegno di Legge di Bilancio in discussione alla Camera, che, se confermate, potrebbero portare ad ulteriori penalizzazioni. La confederazione chiede la soppressione dell’articolo 55 del testo e sollecita il Governo a valutare una diversa allocazione delle risorse previste dalla manovra, garantendo equità, tutela del potere d’acquisto e rispetto dei diritti maturati.
Il presidente di Cida, Stefano Cuzzilla, denuncia un “processo” che solleva questioni più ampie sull’equità e la fiducia nel sistema previdenziale. La situazione è particolarmente critica per le giovani generazioni, che si trovano ad affrontare un futuro con pensioni significativamente inferiori rispetto a quelle dei loro predecessori.