Nel 2027 chi ha una pensione alta rischia di perdere fino a 3.000 euro. Secondo la Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte Professionalità (Cida), in 14 anni i pensionati hanno perso fino a 200.000 euro a causa delle limitazioni alla perequazione automatica. Per un dirigente con una pensione di 5.500 euro lordi mensili, la perdita accumulata dal 2012 al 2026 equivale a 96.000 euro, equivalenti a 17 mensilità nette.
Dati Chiave e Simulazioni
- Nel 2027 si potrebbe aggiungere un’ulteriore perdita di 1.530 euro medi.
- Per gli assegni più alti, come quelli intorno ai 10.000 euro lordi mensili, si potrebbero sfiorare in 14 anni 200.000 euro persi.
Il problema principale risiede nell’effetto cumulativo delle limitazioni alla perequazione automatica, che crea una ‘palla di neve’, ampliando la distanza tra l'assegno percepito e quello teoricamente rivalutato in misura piena. Lo afferma il presidente della Cida, Stefano Cuzzilla, sottolineando come 14 anni di penalizzazione abbiano prodotto perdite rilevanti e che si rischi di aggiungerne altre. Cuzzilla critica la prossima legge di bilancio, evidenziando che non chiede privilegi, ma il rispetto del patto tra Stato e cittadino, ovvero colui che ha lavorato per decenni versando contributi.
La Confederazione sottolinea inoltre il contributo fiscale elevato dei pensionati (46,33% dell’Irpef complessiva), chiedendo la cancellazione dell’articolo 55 del disegno di legge di Bilancio e una diversa distribuzione delle risorse. Il rischio è quello di mettere in discussione la fiducia dei lavoratori di domani.