Giorgia Meloni ha utilizzato un riferimento storico per difendere la sua linea sulla gestione degli studenti stranieri nelle scuole. In particolare, si riferisce alle circolari emanate tra il 1989 e il 1990 dall'allora ministro del governo Andreotti, quando era presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Queste circolari raccomandavano di distribuire gli studenti stranieri tra le classi e di non superare i cinque alunni per gruppo linguistico.
Il Contesto Politico
L'iniziativa del tetto al 30% degli studenti che «non parla la nostra lingua» è stata lanciata da Fratelli d’Italia, e ha scatenato una reazione da parte del Quirinale. La premier Meloni ha scelto di fare riferimento a Mattarella per delegittimare quella che definisce «interpretazione prevalente» dell'iniziativa. Il confronto si inserisce in un processo negoziale tra Palazzo Chigi e il Quirinale riguardo alla definizione precisa del provvedimento, attualmente oggetto sia di decreto che di disegno di legge.
La Premier sottolinea che la questione è una questione di «buonsenso», ribadendo l'obiettivo di limitare la concentrazione di studenti con difficoltà linguistiche in un'unica classe. L'uso del precedente di Mattarella serve a rafforzare la posizione di FdI e a contestare le critiche mosse da altri settori politici.
Il fatto che Mattarella avrebbe, secondo quanto riportato, diffuso dubbi sull’iniziativa a Amatrice, ha ulteriormente alimentato la polemica. La Premier si difende affermando che il capo dello Stato non sta formulando una contestazione diretta, ma semplicemente rievocando un precedente.