Nel 2026, il giornalista Roberta De Monticelli pubblica un estratto dal saggio ‘La fine di Israele’ (Fazi Editore, 2025) basato sul diario di Moni Gold, un esercizio di speranza per una Palestina trasformata. Il diario, iniziato nel 2047, descrive la transizione da Israele a uno stato multinazionale chiamato ‘Isratina’, frutto di una rivoluzione pacifica iniziata nel 2040. Secondo Gold, il cambiamento è stato innescato dalla morte di Abu Mazen e dalla creazione di una nuova Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) inclusiva, supportata dalle dimissioni del governo israeliano e dall’intervento degli Stati Uniti sotto la presidenza di una figura progressista.
Il punto di svolta è descritto nel 2047 con un viaggio in treno da Haifa a Beirut, documentato nel diario. La presidente americana democratica ha sostenuto l'elezione di una nuova OLP e ha incoraggiato i giovani palestinesi manifestanti, paragonandoli ai militanti per i diritti civili americani. Nonostante il sostegno del Nord Globale, il ruolo dei Paesi del Sud America, dell’Asia e dell’Africa è stato determinante nel processo internazionale.
Il diario di Gold si apre nel 2048 con una nota di ottimismo: ‘Mi sono svegliato, felice di essere ancora in vita all’età di novantaquattro anni’. La rivoluzione descritta è caratterizzata da un vortice di emozioni e fasi, dalla costruzione del nuovo Stato alla collaborazione tra le comunità palestinesi e rifugiati. Il processo elettorale, supervisionato a livello internazionale, ha portato alla nascita di ‘Isratina’.
L'autore, Ilan Pappé, attraverso il personaggio di Moni Gold, offre una prospettiva sulla fine dell'entità statale israeliana, presentando un quadro di speranza e trasformazione basato su un memoriale dal futuro. La lettura del diario è presentata come un esercizio di riflessione e un’occasione per coltivare l'ottimismo della volontà.