A seguito di otto ore di sciopero giovedì alla Jacuzzi di Valvasone Arzene, i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno contestato le recenti decisioni di licenziamento che hanno colpito due dipendenti: un ingegnere e una centralinista. La protesta, animata dai due lavoratori interessati, ha visto la partecipazione anche del sindaco Fulvio Avoledo e del consigliere regionale Markus Maurmair.
I sindacalisti Michela Zanutta, Roberto Zaami e Antonello Lenardon hanno denunciato un «problema di forma e sostanza», sottolineando che l’azienda aveva prorogato la cassa integrazione ordinaria solo poche settimane prima. Hanno annunciato l'imminente impugnazione dei licenziamenti e chiesto il ritiro immediato dei provvedimenti, invitando Jacuzzi a un confronto serio per trovare soluzioni a tutela dell'occupazione e del sito di Valvasone Arzene.
Il Comune di Valvasone Arzene, attraverso il sindaco Avoledo, ha espresso preoccupazione per le modalità comunicative dei licenziamenti e ha sollecitato la Regione Friuli-Venezia Giulia (assessori Rosolen e Bini) a intervenire per garantire un confronto tra proprietà e sindacati. La RSU ha diffuso un volantino in cui denuncia l'utilizzo della crisi come alibi per penalizzare i dipendenti, evidenziando l'ingiustizia di scaricare le difficoltà aziendali sulla pelle dei lavoratori.
La situazione è ulteriormente complicata dalla contestazione delle azioni dell’azienda, che aveva inizialmente dichiarato la necessità di prorogare la cassa integrazione e poi, nel novembre precedente, ha deciso di procedere con i licenziamenti. Il sindaco Avoledo ha ribadito l'importanza del coinvolgimento della Regione e ha chiesto trasparenza e garanzie per i lavoratori, auspicando un dialogo costruttivo e sottolineando il valore storico della Jacuzzi per il territorio.