Bosch: La Rivoluzione Silenziosa
La Bosch di oggi è radicalmente diversa da quella che si presentava un decennio fa. Come sottolinea il CEO Stefan Wiechers, la rivoluzione nel settore automobilistico non risiede più solo nell’hardware, ma soprattutto nel software e nell'intelligenza artificiale. L'azienda tedesca, storicamente legata alla componentistica meccanica ed elettronica, ha compiuto una profonda trasformazione, anticipando le tendenze del mercato e investendo massicciamente in digitalizzazione.
Dall’Hardware al Software: Un Cambiamento di Paradigma
La strategia di Bosch si è evoluta dall'integrazione di centraline dedicate per singoli componenti, all'utilizzo di computer centrali potenti che riducono il numero di unità fisiche. Gli aggiornamenti funzionali vengono gestiti tramite software, supportati da competenze verticali come la cybersecurity. Questo approccio permette di ottimizzare i sistemi anche dopo l’avvio della produzione di serie, grazie alla raccolta e all'analisi dei dati provenienti dai veicoli connessi.
L'Intelligenza Artificiale: Anticipare il Futuro
Bosch sta esplorando attivamente l'intelligenza artificiale, ma con un approccio cauto. L'AI viene vista come una potente leva per accelerare i cicli di sviluppo, riducendo drasticamente i tempi necessari per la realizzazione di nuove auto (da 3-4 anni a circa 18 mesi). Gli algoritmi avanzati consentono ai sistemi ADAS di anticipare le situazioni di pericolo, come il rilevamento di ostacoli imprevisti, e di predisporre manovre di rallentamento preventive. La sicurezza attiva e i sistemi ADAS non si limitano più a reagire, ma prevedono potenziali rischi.
Il Ruolo dell'Italia: Un Pilastro Tecnologico
La presenza di Bosch in Italia vanta una storia lunga e radicata, risalente al 1904 con l’Alfa Romeo ad Arese. I poli di Torino e Modena contano oltre 250 collaboratori tra Bosch Engineering, Etas e la sede centrale, con un forte inserimento di giovani talenti formati in stretta collaborazione con i politecnici e le università. Il mercato italiano genera un fatturato solido compreso tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro, alimentato dai rapporti con gruppi primari come Stellantis e Iveco, ma anche con le realtà d'eccellenza della Motor Valley e del trasporto commerciale.
La Transizione Energetica: Una Visione Nuova
Bosch ritiene che la priorità debba essere la neutralità tecnologica. L’Europa deve prendere decisioni rapide per difendere il valore della manifattura continentale e sostenere i costruttori locali. Sebbene l'obiettivo primario rimanga l'abbattimento della CO2, la transizione all'elettrico non deve essere immediata, considerando le esigenze concrete dei clienti nel settore dei veicoli commerciali. Soluzioni di transizione applicabili sono i biocarburanti e il gas naturale liquefatto (GNL).