Dolomia: Milano diventa il laboratorio della cosmetica alpina
A partire da settembre, a Milano ha aperto le sue porte un’esperienza unica nel suo genere: il Laboratorio della Biodiversità, il primo negozio temporaneo del marchio Dolomia (appartenente al gruppo Unifarco), situato in Corso Garibaldi. Questo spazio innovativo non è solo un punto vendita, ma un vero e proprio centro di ricerca e divulgazione legato alla cosmetica alpina, con un focus particolare sulla conservazione degli ecosistemi montani e il ruolo cruciale delle api.
Il concept del laboratorio si basa su un percorso analitico attraverso gli ingredienti estratti dalla flora di alta quota delle Dolomiti. I clienti possono partecipare a analisi strutturate della pelle, guidate da esperti, per ricevere consigli personalizzati in termini di trattamenti viso e cura della pelle. L'azienda ha investito cinque anni in una ricerca approfondita sull’apicoltura naturalistica, collaborando con ricercatori, apicoltori ed esperti per promuovere un modello sostenibile.
I prodotti: dalla rosa al miele
L'offerta cosmetica di Dolomia si fonda su principi attivi derivati direttamente dalla vegetazione alpina. La linea Rose Therapy utilizza la Rosa Gallica prealpina, mentre la gamma Phyto Defence impiega petali di zafferano coltivati in altitudine. Altre linee degne di nota includono Flora Lift (con foglie di rododendro alpino), Linfa Detox (basata sulla Scutellaria alpina) e il sistema Botanical Fit, con un booster tonificante 46-12 che combina melissa, biancospino, rosa canina e sambuco. La novità più recente è il sistema Wild Bee Miracle, che sfrutta il Miele Origini, ingrediente biologico ricavato dal Parco della Biodiversità Unifarco, combinato con la Bella di Bosco per un fitocomplesso bioattivo.
Un approccio sostenibile
Il progetto Dolomia non è solo una questione di cosmetici; si tratta di un impegno concreto per la tutela dell’ambiente. L'azienda ha installato dieci arnie di tipo Top Bar nel Parco della Biodiversità, progettate per favorire lo sviluppo naturale delle colonie limitando l'intervento umano. Inoltre, sono stati destinati oltre 10.000 metri quadrati di terreno adiacenti allo stabilimento di Santa Giustina per la coltivazione di specie vegetali selezionate a sostegno degli insetti impollinatori e dell’equilibrio ecosistemico. Il percorso didattico, guidato da Gabriele De Nadai, offre ai visitatori una comprensione approfondita del funzionamento dell'alveare e del ruolo delle api nell'ecosistema.