Grazie a un progetto congiunto tra la Fondazione Friends of Genoa e la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, cinquanta statue, sette busti e due medaglioni dell’area monumentale dell’Albergo dei poveri di Genova sono stati restaurati. L'intervento, che ha visto un investimento totale di oltre 200mila euro (circa 100mila ciascuno), ha permesso di restituire alle opere, realizzate tra il XVII e il XX secolo da artisti genovesi e non solo, la loro antica bellezza.
Le sculture, che rappresentano benefattori, nobili e figure legate alla storia dell’istituzione, erano state gravemente danneggiate dal tempo, presentando depositi, alterazioni cromatiche e fessurazioni. Il restauro, eseguito da un team di restauratrici (Sara Davolio Marani, Daniela Tasso, Matilde Garré, Francesca Olcese e Francesca Ventre), ha adottato un approccio conservativo, limitando al minimo le interferenze e concentrandosi sulla pulitura, il consolidamento, l’integrazione delle lacune e il recupero cromatico. L'operazione ha permesso di riemergere dettagli ed espressività precedentemente perduti.
L’Albergo dei poveri, costruito a partire dalla metà del Seicento grazie a Emanuele Brignole, rappresenta una testimonianza della solidarietà e munificenza genovese. L'edificio, che oggi ospita anche aule dell'ateneo di Genova, è stato valorizzato da questa importante iniziativa. Paolo Clerici, presidente della fondazione omonima e vicepresidente di Friends of Genoa, ha sottolineato l’importanza del legame tra la sua famiglia e la città, evidenziando come il restauro delle sculture sia un atto di “ricambiare questo legame”.
La campagna di valorizzazione è stata avviata nel marzo 2025 ed è proseguita fino a metà del 2026. L’intervento ha riguardato opere che vanno dall'immacolata concezione di Pierre Puget, una delle sculture barocche più belle della città, a quelle degli ultimi esponenti della grande scuola di scultura genovese del ‘900 che faceva capo al cimitero di Staglieno: Norberto Montecucco e Giovanni Scanzi.