Il caso di Mauricio Balogun, che ha scosso la competizione mondiale di calcio negli Stati Uniti, si è rivelato solo l'ultimo tassello in una lunga e accesa disputa gastronomica tra Belgio e Stati Uniti: quella del waffle. Ben oltre le tensioni sportive, il conflitto riguarda l’interpretazione e il consumo di un dolce apparentemente innocuo, ma carico di storia e tradizioni.
La controversia affonda le radici nella diversa concezione del waffle. Per i belgi, il gaufre (come viene chiamato in Belgio) è un simbolo nazionale, legato a radici storiche profonde e a due varianti regionali distinte: la gaufre de Bruxelles, rettangolare e leggera, e la gaufre de Liège, più piccola e ricca di zucchero perlato. Il gaufre belga è tradizionalmente consumato con una spolverata di zucchero a velo o semplicemente cotto, mentre l'americano ha sviluppato un approccio molto più elaborato, spesso accompagnato da burro fuso, sciroppo d’acero, panna montata, frutta fresca e persino bacon o gelato. Questa ‘americanizzazione’ del waffle è vista dai belgi come una profanazione di una tradizione semplice ed elegante.
La storia della “guerra dei waffle” risale al 1964, durante l'Esposizione Universale di New York, quando due imprenditori belgi presentarono i loro