Giorgio Minisini, ex campione mondiale ed europeo di nuoto sincronizzato, ha conseguito una laurea in psicologia a La Sapienza di Roma con una tesi che affronta il tema delle aspettative di genere nello sport. La sua ricerca, intitolata “Processi di socializzazione in atleti di sport con connotazione di genere stereotipicamente non conforme”, si concentra sull’analisi dei pregiudizi e sulla necessità di creare un ambiente sportivo più inclusivo.
La tesi di Minisini, che ha portato a una profonda riflessione sul suo percorso atletico, evidenzia come spesso gli atleti percepiti come ‘atipici’, ovvero quelli che non rispettano le aspettative di genere, siano soggetti a giudizi e stereotipi. La scelta di analizzare il pugilato e il nuoto artistico – sport tradizionalmente maschile e femminile rispettivamente – è stata motivata dalla volontà di studiare come questi contesti sociali influenzano la percezione degli atleti e la loro capacità di esprimere il proprio talento senza essere limitati da preconcetti.
Il lavoro di Minisini, supportato dal Gruppo Sportivo Fiamme Oro, si basa su un obiettivo ambizioso: promuovere un cambiamento culturale nello sport. L'atleta desidera che chi pratica sport oggi abbia un’esperienza migliore rispetto a quella vissuta in passato, combattendo contro i pregiudizi e creando opportunità per tutti gli atleti, indipendentemente dal genere.
La sua attività non si limita alla ricerca accademica: Minisini è coinvolto in progetti come il Progetto Filippide, che promuove l'inclusione nel nuoto artistico, e partecipa alla jornada de la natación artística inclusiva di Barcellona. In futuro, sarà Ambassador agli World Aquatics Junior Artistic Swimming Championships di Budapest. La sua esperienza e la sua passione lo rendono un punto di riferimento per il dibattito sull’importanza dell'inclusione e della diversità nello sport.