Il calcio italiano, e non solo, si trova ad affrontare una profonda crisi economica che richiede un cambio di passo radicale. Secondo le analisi più recenti, la soluzione risiede nell'adozione di competenze manageriali di alto livello, capaci di guidare l’industria sportiva verso una crescita sostenibile e di valorizzare il suo enorme potenziale economico.
Il rapporto Sport 2025 di Sport e Salute e dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale evidenzia un valore aggiunto generato dal comparto sportivo pari a 32 miliardi di euro, rappresentando l'1,5% del PIL nazionale. Questo dato in crescita, supportato da una filiera in espansione e dall'export di beni sportivi (4,7 miliardi di euro), sottolinea l’importanza strategica dello sport per l’economia italiana. Tuttavia, la crisi attuale evidenzia la necessità di un management più efficiente e focalizzato sulla valorizzazione del capitale umano e delle risorse.
Lo studio di Manageritalia rivela una carenza significativa di manager specializzati nel settore sportivo: solo l'1% (4.210) dei 421mila professionisti operanti in questo ambito ricoprono ruoli manageriali, e solo 34 sono inquadrati con il CCNL Dirigenti. Questo squilibrio evidenzia la necessità di investire nella formazione e nel riconoscimento del ruolo del management sportivo, attraverso contratti adeguati che attraggano e trattengano le migliori competenze.
Il convegno a Napoli, organizzato da Manageritalia Campania, rappresenta un’occasione cruciale per affrontare le nuove esigenze contrattuali dei manager sportivi, promuovendo tutele e sostenibilità del lavoro. Le parole di Ciro Turiello, Presidente Manageritalia Campania, sottolineano l'importanza di riconoscere pienamente il ruolo del management, anche attraverso strumenti contrattuali adeguati, mentre Marco Arpino e Massimo Fiaschi evidenziano la necessità di un approccio manageriale all’altezza delle sfide attuali, investendo nella managerialità per tornare a primeggiare negli sport di squadra.