Le principali borse europee hanno chiuso la seduta della settimana e del mese di ottobre con performance negative, trainate da un clima di incertezza alimentato dalle vendite sui titoli tecnologici e dai timori legati all’intelligenza artificiale. Il Nasdaq ha subito un crollo del 30%, seguito da Intel che ha perso il 30% del suo valore, mentre Milano si è confermata la piazza più in difficoltà d'Europa, calando dell'1,13%. Le vendite sono state accentuate dai risultati finanziari poco rassicuranti di colossi come Google e Amazon, oltre alle preoccupazioni sulla sostenibilità del trend legato all’AI.
Cause Principali del Ribasso
La giornata è stata caratterizzata da una combinazione di fattori. Oltre ai risultati aziendali, le tensioni sui titoli di Stato hanno esercitato pressione sulle borse, mentre il timore per l'impatto dell’AI sulle aziende tecnologiche ha alimentato la liquidità necessaria a sostenere le vendite. Il calo delle banche nel paniere principale italiano ha ulteriormente pesato sulla performance milanese.
Il mercato del petrolio ha visto un aumento dei prezzi, con il Brent a 117,19 dollari al barile e il Wti a 103,91 dollari. Anche il gas è salito, raggiungendo i 100,68 euro al Megawattora ad Amsterdam. Tuttavia, queste dinamiche positive non sono state sufficienti a compensare le perdite registrate sui mercati azionari.
Un ulteriore elemento di volatilità è stato rappresentato dal crollo del Bitcoin, sceso al 77.030 dollari dopo un grave attacco hacker alla piattaforma Binance che ha causato perdite stimate in circa 6,3 miliardi di dollari. Questo evento ha ulteriormente accentuato l'incertezza nel mercato delle criptovalute.