Alphabet Svolta: I Cofondatori Page e Brin Perdono 60 Miliardi a Causa del Deludente Terzo Trimestre
I cofondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, entrambi tra le figure più ricche al mondo, hanno subito un colpo finanziario significativo: una perdita aggregata di 60 miliardi di dollari in un singolo giorno. Questo drastico calo è stato innescato dal crollo delle azioni della società madre Alphabet, che ha visto un ribasso superiore al 12% a seguito dei risultati del terzo trimestre, giudicati deludenti dagli analisti.
Nonostante Page e Brin rimangano rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica Forbes dei miliardari in tempo reale, il loro patrimonio netto ha subito un'impennata negativa. Larry Page ha perso 31 miliardi di dollari, mentre Sergey Brin ne ha persi 29 miliardi. La correlazione tra il valore delle azioni di Alphabet (da 321,89 a 283,29 dollari per azione) e la ricchezza dei due fondatori è stata evidente e diretta.
Le Cause del Crollo
Il risultato trimestrale di Alphabet ha rivelato una crescita più lenta di Google Search rispetto alle aspettative, con un aumento di appena il 12% (a 63,4 miliardi di dollari) rispetto ai due trimestri precedenti. Questo contrasta con la crescita raddoppiata dei ricavi di Google Cloud, che ha raggiunto i 30,7 miliardi di dollari. Un fattore chiave è stato anche l'elevato livello di spesa in conto capitale, pari a 51,4 miliardi di dollari – circa il 40% del fatturato – destinati principalmente allo sviluppo di progetti di intelligenza artificiale.
Il crollo di Alphabet si inserisce in un contesto più ampio. Anche altre aziende tecnologiche come Meta e Amazon stanno affrontando sfide simili legate agli investimenti massicci nell'IA, che hanno portato a flussi di cassa negativi e a una pressione sui mercati azionari. Le stime indicano che le grandi aziende tecnologiche statunitensi spenderanno oltre 700 miliardi di dollari quest’anno per espandere i propri progetti di IA.
Nonostante Page e Brin detengano ancora la maggioranza dei diritti di voto grazie alle loro quote in Alphabet (circa il 3% ciascuno), l'impatto del calo delle azioni sul loro patrimonio netto è stato significativo, scendendo di circa l’8% da marzo.