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Scuola: Meloni e Mattarella fissano limiti studenti stranieri e vietano burqa

24 Settembre 2026 • 2 min
Scuola: Meloni e Mattarella fissano limiti studenti stranieri e vietano burqa
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    Scuola, ok al decreto: tetto 30% di stranieri nelle prime classi e divieto di burqa. In una bozza minori via dalla famiglia se i genitori non studiano l’italiano

    Roma – Il governo Meloni ha varato un decreto che introduce misure significative nel sistema scolastico italiano, focalizzandosi in particolare sul numero di studenti stranieri per classe e sull'uso di veli come la burqa e il niqab. Le decisioni, annunciate da Giorgia Meloni alla festa dei giovani di Fratelli d’Italia e confermate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rappresentano un intervento controverso che ha sollevato dibattiti su temi quali l'integrazione scolastica e la coesione sociale.

    Il punto centrale del decreto è il limite del 30% di «alunni stranieri» in una classe. Questa misura, ripresa da una circolare del 2010 dell’allora ministra Mariastella Gelmini, si applica alle prime classi. Il governo sta lavorando a una definizione più ampia di «background migratorio», escludendo inizialmente solo i cittadini degli Stati membri dell'Unione Europea. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare la formazione di «ghetti» e di promuovere l'inclusione.

    Il Presidente Mattarella, durante l'inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, ha espresso un appello alla scuola per «produrre coesione sociale», sottolineando l'importanza di «superare i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità». Le sue parole, pur non essendo direttamente legate all'intervento meloniano, hanno rafforzato il messaggio del governo riguardo alla necessità di garantire pari opportunità a tutti gli studenti.

    Inoltre, il decreto prevede l'introduzione di un divieto per le scuole di ammettere minori la cui famiglia non dimostri di possedere competenze linguistiche in italiano. Questa misura, sebbene non ancora formalizzata nel testo definitivo, riflette l’attenzione del governo sull’importanza dell’apprendimento della lingua italiana come prerequisito per l'integrazione scolastica e sociale.

    Approfondimento: La decisione di imporre un tetto al 30% di studenti stranieri in classe si basa su una circolare del 2010, evidenziando la volontà di contrastare la percezione di minoranze all'interno delle classi. Il governo sta definendo «background migratorio» per includere anche gli studenti provenienti da paesi UE, ma l’introduzione della condizione linguistica per i genitori solleva dubbi sulla potenziale discriminazione e sul rispetto dei diritti familiari.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Corriere. Leggi originale →

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