Donald Trump ha ufficialmente nominato Stephen Miller come suo nuovo Capo dello Staff, un ruolo che gli conferisce un’enorme influenza sulla strategia politica del presidente. Miller, figura chiave nella campagna del 2016 e ideologo della linea dura sull'immigrazione, è stato scelto per guidare l'amministrazione in un periodo di forte incertezza dopo le recenti elezioni. Il suo incarico sottolinea la determinazione di Trump a proseguire con politiche non negoziabili e ad aggirare il Congresso quando necessario.
Secondo fonti interne, Miller ha già predisposto un piano dettagliato che prevede l'assenza di qualsiasi negoziazione con i democratici, puntando sull’utilizzo degli ordini esecutivi per mantenere la stabilità del governo. Il piano include una strategia legale volta a contestare le indagini della Camera e a difendere le azioni di Trump da eventuali accuse legali, nonché un ritorno alle politiche di forte contrasto all'immigrazione, alla lotta al crimine e alla sovranità nazionale. La nomina è vista come un tentativo di riaffermare l’identità ‘trumpista’ dell’amministrazione e di sfruttare le preoccupazioni dei suoi sostenitori.
La decisione di Miller riflette anche una reazione alla sconfitta elettorale, con Trump che cerca capri espiatori per la perdita di consensi, in particolare tra gli ispanici. La sua radicale posizione si è rivelata un fattore determinante nella diminuzione del sostegno da parte di questa comunità. Nonostante le critiche ricevute, Miller ha continuato a lavorare con Russel Vought, responsabile del bilancio federale, per implementare il suo piano strategico.
Il nuovo Capo dello Staff sembra intenzionato a rilanciare temi come la costruzione di nuovi dazi, il contrasto alle ‘culture’ universitarie e restrizioni ai visti per studenti stranieri. La sua visione si fonda su un approccio conservatore radicale, volto a ‘ridisegnare la demografia del Paese’, altrimenti, secondo lui, l'America sarebbe in estinzione. Trump sembra disposto ad affidarsi a Miller anche per il lungo periodo, riconoscendo la sua capacità di spingersi fino all’estremo.