La governance dell’ex monopolio radiotelevisivo italiano è al centro di una profonda impasse. Secondo il blitz quotidiano, la discussione parlamentare sulla nuova legge dedicata alla governance procede a passi di lumaca, con chiari segnali di stallo e difficoltà nel raggiungere un consenso. La situazione appare caratterizzata da un clima di situazionismo provinciale, che ne compromette l’attuazione in linea con i principi dell’European Media Freedom Act (Emfa). Il testo, originariamente voluto dall’allora premier Matteo Renzi, è oggi oggetto di critiche per la sua scarsa capacità di promuovere discontinuità rispetto al passato, segnato da logiche di potere e relazioni tra politica e Rai.
Il braccio a braccio si concentra sulla definizione dell’ammontare del canone di abbonamento, ma anche su dinamiche interne alla maggioranza, con evidenti frizioni tra le diverse componenti (Lega e Fratelli d'Italia). La presenza di esponenti di lungo corso nell’allena della Rai, come Antonio Marano, e la responsabilità di Giampaolo Rossi (Fratelli d’Italia) per una crisi di credibilità e ascolti, alimentano ulteriormente il clima di incertezza. L’approccio del governo è stato giudicato insufficiente, con un richiamo solo ad Ungheria per l’attuazione dell’Emfa.
La delegazione italiana all'incontro interparlamentare convocato a Bruxelles, composta esclusivamente da parlamentari del partito di Giorgia Meloni, rappresenta un ulteriore elemento di criticità. La contraddittoria opinione della leader di Fratelli d'Italia sulla riforma, in contrasto con le proposte di modifica formulate dalle opposizioni, evidenzia la distanza tra gli annunci e le reali pratiche. Il blitz quotidiano sottolinea come il sistema Rai stia transitando da un’era di “lottizzazione” a un’epoca reazionaria e feudale.
La situazione attuale solleva interrogativi sulla capacità dell'Italia di adeguarsi alle normative europee in materia di indipendenza dei media pubblici. L'attesa per una svolta nell'atteggiamento dell'Europa, rappresentata dalla riunione interparlamentare prevista a Bruxelles, appare incerta. La discontinuità nelle relazioni tra politica e Rai è in corso adesso, rompendo con il passato e segnando un’epoca di strategie per il futuro.