A tutti è capitato, soprattutto dopo giornate calde e soleggiate, di uscire all'aperto e avvertire nell'aria un profumo intenso, fresco e inconfondibile: l'odore della pioggia in arrivo. Non si tratta di una semplice suggestione, ma di un affascinante fenomeno chimico e meteorologico studiato dagli scienziati.
1. Il 'Petricore': il profumo della pietra bagnata
Nel 1964 due ricercatori pubblicarono sulla rivista scientifica Nature uno studio che diede un nome ufficiale a questo aroma: petricore (dal greco petra, pietra, e ichor, il fluido che scorreva nelle vene degli dèi). Durante i periodi asciutti, le piante rilasciano particolari oli nel terreno e sulle rocce, mentre i batteri del suolo (gli attinomiceti) producono una sostanza organica chiamata geosmina.
- Quando le prime gocce di pioggia colpiscono il suolo poroso, intrappolano minuscole bollicine d'aria.
- Queste micro-bolle risalgono e scoppiano come uno spray invisibile (aerosol), liberando nell'aria la geosmina.
- Il vento che precede il fronte perturbato trasporta queste molecole a chilometri di distanza, raggiungendoci prima della pioggia stessa.
2. Perché il naso umano è così sensibile alla geosmina?
L'olfatto umano è straordinariamente sensibile alla geosmina: riusciamo a percepirne poche parti per trilione nell'aria. Secondo gli antropologi evoluzionisti, questa capacità si è sviluppata nei nostri antenati perché saper individuare a distanza la presenza di pioggia e acqua dolce era decisivo per la sopravvivenza.