Suor Carmelita Bravi, morta due anni fa, è stata ufficialmente riconosciuta come «Giusta tra le Nazioni» dalla Commissione israeliana. La religiosa padovana ha offerto rifugio per tre anni in canonica a cinque ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, un atto di coraggio che ha salvato loro la vita.
La storia di Suor Carmelita risale al 1° novembre del 1942, quando, insieme allo zio don Giuseppe Bravi, si decise ad accogliere in canonica una famiglia ebrea composta da due coppie e un bambino. L'azione, motivata da un profondo senso morale, fu compiuta nel contesto dell'Olocausto, durante il quale i nazisti perseguitavano e deportavano gli ebrei. La comunità delle Dorotee padovane, guidata dalla religiosa, offrì un sostegno concreto, fornendo cibo, vestiario e protezione.
Il riconoscimento postumo arriva grazie all'iniziativa della Commissione israeliana per la designazione di «Giusti tra le Nazioni», che premia coloro che hanno rischiato la propria vita per salvare persone perseguitate durante l'Olocausto. La cerimonia ufficiale, organizzata dallo Stato di Israele, prevede l'invio di una medaglia e certificazione all’ambasciata israeliana a Roma, seguita da un evento commemorativo a Padova il 27 gennaio 2027. Il nome dei protagonisti del salvataggio sarà inciso sul Muro d’onore nel Giardino dei Giusti a Yad Vashem.
La vicenda di Suor Carmelita Bravi rappresenta un esempio di umanità e coraggio, testimoniando la capacità dell'individuo di agire in modo altruistico anche nelle circostanze più difficili. La sua storia è stata custodita dalla comunità delle Dorotee padovane per decenni ed è ora riconosciuta a livello internazionale come un simbolo di speranza e resistenza contro l’oppressione.