Un’inchiesta su larga scala ha coinvolto le Procure di Gela, Brescia e Trieste nell’analisi dei focolai di salmonellosi legati al consumo di pomodorini freschi. Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato del lotto di prodotti contaminati provenienti dalla Piana di Gela.
Le indagini, coordinate da Trieste, hanno portato al sequestro di un pozzo utilizzato da un’azienda agricola locale, dopo che un focolaio ha colpito 21 persone, risultate positive alla salmonella. Tra i contagiati figurava anche un dipendente di uno dei ristoranti coinvolti.
Le ispezioni nelle aziende agricole della Piana di Gela hanno evidenziato diversi illeciti e sanzioni, con prescrizioni per adeguare le strutture alle normative igieniche. In particolare, è stato sequestrato un’azienda nel territorio di Niscemi a causa della presenza di laghetti artificiali realizzati in violazione delle disposizioni.
I primi accertamenti sui campioni raccolti non hanno rilevato la presenza del batterio Salmonella Strathcona ST2559, che è il ceppo individuato. La contaminazione non si trasmette automaticamente attraverso l'acqua o la cottura a temperature adeguate, ma i sintomi – febbre, dolori addominali, vomito e diarrea – possono comparire da 6 a 72 ore dopo il consumo di alimenti contaminati.