Il presidente francese Emmanuel Macron ha compiuto una storica visita a Damasco, capitale siriana, diventando il primo capo di stato europeo ad atterrare nel paese dopo la caduta del regime di Bashar al Assad. La mossa, avvenuta in concomitanza con un summit della NATO ad Ankara, segna un tentativo da parte dell'Eliseo di riaffermare un ruolo di mediazione e di incentivare una soluzione politica al conflitto siriano, oltre che di promuovere investimenti esteri.
La visita si inserisce in un contesto storico complesso. La Francia ha mantenuto una posizione ambigua nei confronti della Siria per anni, preferendo una strategia di simbolismo a quella dei contenuti concreti. Il rapporto con il regime al Assad è stato segnato da periodi di apertura e chiusura, influenzati dalle dinamiche regionali e dalle accuse internazionali contro il governo siriano. La decisione di Macron di essere il primo capo di stato occidentale a visitare Damasco dopo così tanto tempo riflette un cambio di rotta strategica, motivata dalla volontà di coinvolgere attivamente le nuove autorità siriane nel processo di transizione.
Durante la visita, Macron ha incontrato il presidente siriano Bashar al Sharaa e ha discusso con lui di cooperazione economica, sicurezza e politica. Sono stati discussi investimenti in settori chiave dell'economia siriana, nonché misure per garantire la stabilità del paese e affrontare le sfide umanitarie. La visita è stata accompagnata dalla presenza di rappresentanti di importanti aziende francesi, tra cui Airbus, Thales e TotalEnergies, che hanno espresso interesse a riavviare le attività in Siria.
Tuttavia, la visita non è priva di ombre. L'attentato avvenuto pochi giorni prima nella capitale Damasco, che ha causato la morte di 10 persone, solleva interrogativi sulla sicurezza del paese e sull'efficacia degli sforzi per promuovere la stabilità. Le accuse rivolte al regime siriano, in particolare quelle legate al sostegno a gruppi terroristici come l’ISIS, continuano a pesare sulle relazioni internazionali. Nonostante gli sforzi di Macron, il futuro della Siria rimane incerto, con una situazione politica ed economica ancora profondamente instabile.