Il viaggio di Giuseppe Fantasia, Elena Rui, Matteo Nucci e Michele Mari, finalisti al Premio Strega, in Messico si è rivelato un'esperienza complessa e ricca di sfaccettature, ben lontana dalle iniziali polemiche legate a un presunto pulmino per Bisceglie. L’arrivo nella capitale messicana ha visto i tre scrittori immersi in un ambiente insolito, caratterizzato da una struttura alberghiera che evocava atmosfere cinematografiche e dalla frenesia della vita cittadina.
La permanenza nell'hotel, descritto come un “eterno piano sequenza tra Shining e Back to School”, ha fornito il contesto per conversazioni apparentemente casuali ma profondamente significative. I finalisti hanno discusso di temi filosofici, letterari e personali, dalla modernità di Platone all’indefinito del tempo, passando per l'influenza di figure come Camus e Frida Kahlo. L'atmosfera era spesso contraddittoria: il caldo umido della stagione delle piogge si contrapponeva alla necessità di regolare la temperatura con l'aria condizionata, generando un continuo “sballo termico” che ha caratterizzato le giornate.
Le dinamiche all’interno del gruppo sono state descritte come un mix di formalità e spontaneità. La signorilità dei partecipanti ha prevalso sulle possibili ripercussioni delle polemiche iniziali, ma il dialogo è stato vivace e aperto, toccando argomenti che vanno dall'acquisto di abiti alla riflessione sulla scelta e sul cambiamento. L’esperienza ha offerto ai finalisti l'opportunità di osservare la cultura messicana da una prospettiva privilegiata, immergendosi nella sua storia, nelle sue contraddizioni e nei suoi ritmi frenetici.
Il viaggio si è concluso con la consapevolezza che il premio Strega, in programma per il 8 luglio al Campidoglio di Roma, rappresentava un obiettivo importante, ma anche un’occasione per approfondire le proprie riflessioni e per confrontarsi con altre realtà. La visita alla Casa Wabi, allo Zocalo e alla zona del quartiere Roma Sur ha arricchito la loro esperienza, offrendo spunti di ispirazione per il loro lavoro e confermando l'importanza della cultura come motore di cambiamento e di crescita personale.
L’atmosfera generale era quella di un viaggio intellettuale e sensoriale, in cui i finalisti hanno cercato di trovare nuove prospettive e di confrontarsi con le proprie idee. Il contrasto tra la frenesia della vita messicana e la quiete del loro rifugio alberghero ha contribuito a creare un'esperienza unica e indimenticabile.