Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, è diventato oggetto di un’acuta controversia mediatica a seguito del suo concerto a Tor Vergara nel 2019, dove ha superato il record di presenze. L'ostilità manifestata da alcuni settori della stampa e dei social media nei suoi confronti si è intensificata, alimentata da critiche alla sua musica e dal suo approccio percepito come ‘vittimistico’.
Il punto di partenza di questa polemica risale a Sanremo 2019, quando il cantante romano ha criticato il verdetto della giuria, che aveva premiato Maurizio Crippa anziché la sua interpretazione di “Non mi dire”. Questo episodio ha scatenato un’ondata di critiche nei confronti di Ultimo e dei suoi sostenitori, accusati di un atteggiamento eccessivamente sensibile e di una presunta ‘tribù’ di fan che si identificava con il suo messaggio. La stampa ha spesso dipinto i suoi sostenitori come una massa di persone “non lavate” e “nullafacenti”, alimentando ulteriormente l'ostilità.
L’ostilità nei confronti di Ultimo non è solo legata al contesto musicale, ma anche a un’interpretazione più ampia del suo rapporto con la stampa e le élite. Il cantante si presenta come un ‘underdog’, un artista che si oppone alle convenzioni e alle aspettative del sistema musicale mainstream. Questa posizione ha generato il consenso di una “tribù” composta da persone che si sentono emarginate e critiche nei confronti delle istituzioni, in particolare attraverso la figura di Vannacci.
Concita De Gregorio, dal suo ruolo all'interno della redazione del Foglio, ha evidenziato l’importanza di questo fenomeno, sottolineando come Ultimo abbia generato un consenso tra coloro che si sentono esclusi. La situazione riflette una dinamica più ampia nel panorama musicale italiano, dove l'artista riesce a mobilitare un seguito fedele grazie alla sua autenticità e al suo messaggio controcorrente.