Un 66enne residente a Perugia ha scritto una lettera aperta alla redazione di Umbria24 e alla Regione, nel tentativo di ottenere per la moglie, malata di adenocarcinoma pancreatico con metastasi, l’accesso a un nuovo trattamento farmacologico, il Daraxonrasib. La donna è stata affetta dalla malattia da oltre 35 mesi e non è stata sottoposta a intervento chirurgico. Il figlio descrive una situazione in cui la madre, nonostante le terapie intensive – quaranta cicli di chemioterapia e un ciclo di radioterapia – continua a dimostrare resilienza e a offrire conforto alle persone malate e al personale sanitario.
La richiesta si basa sull’uso compassionevole, previsto dalla normativa italiana, che consente l'accesso a medicinali non ancora approvati per pazienti con patologie gravi quando non esistono alternative terapeutiche valide. Il farmaco, attualmente in attesa di approvazione, rappresenterebbe un’ultima speranza per la donna e per i suoi quattro nipoti, con i quali vorrebbe trascorrere del tempo. La famiglia si dichiara fiduciosa nella medicina e nel sistema sanitario, auspicando una valutazione della possibilità di accesso al trattamento sperimentale.
Il padre sottolinea che anche solo qualche mese in più rappresenterebbe per la moglie un valore immenso, evidenziando il suo spirito combattivo e la sua capacità di offrire conforto. La lettera è stata inoltrata alla redazione di Umbria24 con l'obiettivo di sensibilizzare le istituzioni sanitarie e lo Stato sulla situazione critica della paziente.
La vicenda si inserisce nel quadro delle difficoltà incontrate da molte famiglie italiane nella ricerca di terapie innovative per malattie rare o difficili da trattare. La richiesta di accesso compassionevole rappresenta un tentativo di aggirare le lungaggini burocratiche e di garantire ai pazienti la possibilità di accedere a nuove opzioni terapeutiche.