La Procura di Bari ha aperto un’indagine sul caso del direttore generale dell’Oncologico di Bari, Tommaso Stallone, in seguito agli articoli e ai video diffusi dalla testata Quinto Potere. L'inchiesta si concentra sulla rete di società che avrebbero effettuato bonifici indiretti per interrompere le pubblicazioni sull'attività di Stallone. Tra queste, una delle società aveva in affidamento servizi all’Irccs “De Bellis” di Castellana Grotte, dove Stallone ha ricoperto il ruolo di direttore generale fino ad aprile 2025.
Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Tommaso Scatigna, aveva già consegnato alla Procura di Bari nel 2024 un plico contenente informazioni su presunte irregolarità nella gestione dell’Irccs De Bellis. L’indagine interna della Regione Puglia, avviata sabato scorso, potrebbe portare all’avvio della procedura di decadenza di Stallone dal ruolo di direttore generale dell’Oncologico.
Attualmente, l'Ufficio all'interno dell'ospedale Oncologico barese risulta scoperto, senza facente funzioni. Il ruolo sarebbe teoricamente ricoperto momentaneamente dallo stesso Stallone. La Regione Puglia ha chiesto verifiche anche all’Anticorruzione interna dell’ospedale, ma il mandato del generale di brigata Mercurino Mattiace, precedentemente comandante provinciale della guardia di finanza di Barletta, è scaduto.
Si attende l'esito dell'istruttoria interna e dell'indagine della Procura per chiarire i dettagli del caso e valutare le decisioni da prendere. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione dell’Irccs De Bellis e sull’operato di Tommaso Stallone, soprattutto in relazione ai suoi precedenti ruoli.