Omicidio Pamela Genini: Soncin chiede scuse in aula, la famiglia respinge le parole
Milano – Gianluca Soncin, imputato per l’omicidio pluriaggravato di Pamela Genini, ha offerto oggi in aula dichiarazioni spontanee, leggendo un breve testo scritto a mano. Le scuse rivolte alla famiglia della giovane donna uccisa con 76 coltellate nell’ottobre dello scorso anno sono state però accolte con freddezza e definite ‘parole di plastica’ dall’avvocato legale della madre, Uma Smirnova.
Il momento toccò Soncin, che con voce bassa e piatta dichiarò: “In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela. Da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate. So che il perdono non si può pretendere. Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori. Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità”.
Il contesto dell’omicidio
L’accusa sostiene che Soncin, la sera del 14 ottobre, si sia procurato un duplicato delle chiavi dell’abitazione di Pamela in via Iglesias, a Milano, e abbia fatto irruzione nell’appartamento mentre la giovane era al telefono con l’ex compagno. La vittima è stata colpita ripetutamente, prima sul terrazzino e poi all’interno della casa.
La reazione della famiglia
L’avvocato Nicodemo Gentile ha liquidato le scuse come “insignificanti” e “tardive”, sottolineando che dovrebbero essere state espresse quando Pamela gli faceva le suppliche durante i maltrattamenti. Ha inoltre criticato l’uso di un foglietto scritto da ignoto autore e ha affermato che Soncin non ha convinto nessuno.
Il fratello di Pamela, Nicola, e la sorella Veronica, assistiti dagli avvocati Sontoli, hanno definito le scuse “inappropriate”. L’avvocato Sontoli ha aggiunto che Soncin “deve fare pace con il suo carattere, con l’orribile gesto”.