Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso forte indignazione in seguito all’anticipazione de “Il Fatto Quotidiano” riguardante una possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Roma. Secondo quanto riportato, l’inchiesta si concentra sull’utilizzo dell’auto di servizio della Regione e sul presunto utilizzo per scopi personali.
Occhiuto ha dichiarato di essere stato «torturato» da un anno e mezzo a causa di ripetuti avvisi di garanzia, arrivati dopo la sua ricandidatura. Il governatore sottolinea di aver sempre collaborato con le autorità, chiedendo controlli approfonditi sul suo operato, ma ora reagisce con fermezza alla notizia del rinvio a giudizio.
La vicenda riguarda l’utilizzo dell’auto di servizio per sopralluoghi in cantieri delle opere pubbliche gestite dalla Regione. Occhiuto difende le sue azioni, evidenziando che si trattava di attività legate alla gestione di miliardi di euro e alla realizzazione di opere mai realizzate prima. Sostiene di percepire l'indennità per la mobilità come gli altri consiglieri regionali, e considera le contestazioni «piccinerie» da chiarire durante l’udienza preliminare.
Il governatore ha concluso affermando che «va avanti, non mi farò fermare», ribadendo la sua determinazione a proseguire nel suo lavoro per la Regione Calabria. Ha espresso rabbia e frustrazione per la vicenda, considerandola un tentativo di intimidazione.