Barbara Spinelli, giornalista e saggista italiana, è deceduta all’età di 80 anni. La sua carriera, caratterizzata da una produzione saggistica particolarmente ricca e feconda, ha lasciato un segno profondo nel dibattito europeo sulla memoria storica.
L'Allarme sulla ‘Malattia della Memoria’
Scritta poco più di venti anni fa, la sua opera «Il sonno della memoria – L’Europa dei totalitarismi» (Mondadori), del 2001, anticipava con inquietante accuratezza una tendenza osservata nel continente: quella di un'eccessiva dimenticanza, di una mancata capacità di trasformare la storia in una risorsa per evitare errori futuri. Come riporta il Corriere, Spinelli metteva in guardia contro una ‘malattia della mente’ che impediva all'Europa e alla sua cultura di apprendere dalle lezioni del passato.
La giornalista sottolineava come l'arte di rammemorare si fosse trasformata in un esercizio nominalistico, incapace di tradursi in azioni concrete. Il divario tra il discorso teorico sulla memoria e la prassi politica si era ampliato fino a diventare palese, con appelli alla memoria che suonavano spesso vuoti. La scomparsa di Spinelli rappresenta una perdita per il pensiero critico europeo, soprattutto nel momento in cui l'Europa affronta nuove sfide e necessita di un'analisi lucida del proprio passato.
La sua opera rimane attuale, un monito contro la tendenza a cancellare o minimizzare gli errori del passato. La capacità di confrontarsi con la storia non è solo una questione di rispetto per le vittime, ma anche uno strumento fondamentale per costruire un futuro più consapevole e responsabile.