La Corte in Guardia: il Timore dell'Intervento
Una virgola e salta tutto? Questo è il timore che serpeggia tra i vertici di Fratelli d’Italia, dove la possibilità di un intervento della Corte costituzionale per smontare parti della nuova legge elettorale ha generato una reazione preventiva. Come riporta il Corriere, l'idea è stata condivisa anche da figure chiave come Fabio Rampelli e Francesco Filini, responsabili del programma di Via della Scrofa.
Scenario in Evoluzione
Il ministero della Giustizia, guidato da Carlo Nordio, ha riconosciuto la possibilità di rilievi di incostituzionalità, ma il governo, spinto dalla volontà di Meloni di evitare ritardi, ha deciso di procedere con un voto finale a scrutinio segreto domani. La situazione è complessa: da un lato, l'opposizione, guidata dal PD e Elly Schlein, auspica un intervento della Corte per bloccare elementi controversi come l'indicazione sulla lista del candidato premier; dall'altro, i giudici della Consulta, nominati da diverse componenti (Colle, Parlamento, supreme magistrature), potrebbero essere determinanti nel futuro stabilicum.
Dichiarazioni Chiave
«Non so se il centrodestra sia maggioranza dentro la Consulta», ha dichiarato Enrico Costa di Forza Italia, sottolineando l'importanza dei professionisti a fine carriera. Il ministro Nordio, durante una conversazione con Ettore Rosato (Azione), si è limitato a non commentare. Angelo Bonelli (Avs) ha espresso preoccupazione per la raccolta delle firme e il meccanismo del capolista, mentre Lorenzo Cesa (Udc), dopo un'intossicatione al buffet di un congresso centrista, ha evidenziato il rischio di un intervento della Corte simile a quello dell’Istat.
Prossimi Passi
La pioggia di ricorsi è pronta a bussare ai tribunali già da lunedì. Il timore del centrodestra è legato soprattutto al meccanismo del capolista e alla presunta disparità di genere. Vannacci, di Futuro Nazionale, tenterà di smascherare FdI. La situazione rimane in divenire, con la Corte che potrebbe essere il fattore decisivo per l'esito delle elezioni previste tra un anno.