Malagò: Un mosaico di consensi e una riflessione sulla gestione del caos
Roma, 15 Maggio – Durante un'intervista rilasciata a margine di eventi recenti, Giovanni Malagò ha offerto uno sguardo inedito sul suo operato come presidente del Coni, svelando le dinamiche complesse che hanno caratterizzato alcune delle scelte più delicate per il futuro del calcio italiano. L’ex numero uno del mondo sportivo italiano ha confermato di avere il sostegno incondizionato di tutti i presidenti di Serie A, un risultato ottenuto grazie a una strategia di dialogo e contatto diretto.
Un fronte unito: ‘Tredici garantimenti’
“Ho 13 presidenti di Serie A con me,” ha dichiarato Malagò. “Sto chiamando tutti uno per uno, e tutti mi garantiscono il loro sostegno. L'auspicio è che la mia candidatura continui a compattare questo mondo, che per anni ha vissuto di divisioni.” Il numero uno del Coni sottolinea l’importanza dell’unione per affrontare le sfide future del calcio italiano.
Mancini e il ritorno alla centralità
La conversazione con Malagò inevitabilmente si è concentrata sulla scelta di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale. “Che io volessi Roberto dall'inizio non c’è ombra di dubbio,” ha affermato. “Credo di capire di calcio, ma il segnale che volevo dare era lasciare la responsabilità del Club Italia e occuparmi di organizzazione, gestione delle risorse, sponsor, canali diplomatici, temi istituzionali, politici.” La decisione, secondo Malagò, mirava a restituire al CT un ruolo centrale nella gestione dell’assetto tecnico della Nazionale.
Il caso Maldini e Pirlo: “Fermaio qui”
La vicenda Maldini-Leonardo e il coinvolgimento di Pirlo come ambasciatore di una società di scommesse russe ha rappresentato un momento di forte tensione. “Se mi sono disperato per questo? No, affatto,” ha risposto Malagò. “A quel punto ho detto: ‘fermiamoci qua’. Non avevo le garanzie necessarie e la situazione era troppo delicata.” L’ex numero uno del Coni ha sottolineato di aver agito con pragmatismo, mettendo al primo posto l'immagine del calcio italiano.
Un finale aperto
Malagò conclude affermando: “Ho sentito Maldini qualche giorno dopo la rottura, poi non più. Andrò a trovarlo a Milano, se avrà voglia, dopo il voto.” L'ex numero uno del Coni esprime un augurio di pace e collaborazione per il futuro.