Un nuovo studio dell’Università di Oxford sta mettendo in discussione le nostre conoscenze sull'origine della vita animale. La ricerca, pubblicata su Science Advances, suggerisce che gli animali potrebbero essersi evoluti sulla Terra fino a 200 milioni di anni prima del previsto, potenzialmente intorno agli 800-900 milioni di anni fa.
Metodi di Ricostruzione e Nuove Prospettive
Fino ad ora, l'interpretazione delle prime fasi dell'evoluzione animale si basava principalmente sull’analisi dei fossili del giacimento cinese di Weng’an, risalente a circa 590 milioni di anni fa. Tuttavia, i microfossili trovati in quel sito non sono stati considerati con certezza come organismi animali, aprendo la strada a nuove interpretazioni. Lo studio, guidato da Ross Anderson, si concentra sull'analisi di depositi più antichi, in particolare il giacimento mongolo di Kheseen, dove non sono stati identificati fossili riconoscibili. Questo suggerisce che l’assenza di evidenze fossili non implica necessariamente l'assenza di animali.
L'approccio dei ricercatori si basa su un'analisi dell’orologio molecolare e sul confronto di depositi più antichi, fornendo una stima più ampia per l'origine degli animali. Questa analisi suggerisce che la diversificazione animale potrebbe aver avuto luogo tra 700 e 800 milioni di anni fa, un periodo molto precedente rispetto alle tradizionali ipotesi basate sui fossili del Weng’an.
La scoperta solleva interrogativi fondamentali sulla natura delle prime forme di vita e sulle condizioni ambientali che hanno permesso l'evoluzione degli animali. Ulteriori ricerche, con l'utilizzo di nuove tecniche di analisi, saranno necessarie per confermare o smentire questa ipotesi e per ricostruire in modo più preciso le origini della vita animale sulla Terra.