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Rossi denuncia: «Ospedale nuovo, visione assente» - Padova Ovest, 13 anni di stallo

06 Luglio 2026 • 2 min
Rossi denuncia: «Ospedale nuovo, visione assente» - Padova Ovest, 13 anni di stallo
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    Il sindaco di Verona, Claudio Malfitano, critica aspramente la gestione del progetto per il nuovo ospedale a Padova Ovest, accusando una mancanza di visione e tredici anni di immobilismo. L'intervento si concentra sulla decisione di spostare la localizzazione dell’ospedale da Padova Ovest a S. Lazzaro nel 2017, considerata un’operazione a vantaggio degli interessi immobiliari piuttosto che delle esigenze sanitarie della comunità.

    La Cronologia del Progetto e le Critiche di Rossi

    Nel luglio del 2013, durante l'amministrazione comunale di Verona guidata da Claudio Malfitano, venne firmato un accordo di programma per l’area di Padova Ovest. L’obiettivo era la realizzazione di un nuovo ospedale, con il coinvolgimento della Regione Veneto, della Provincia, dell’Università e dell’Azienda Ospedaliera. Tuttavia, nonostante gli impegni presi nel 2004 durante l'amministrazione Galan, il progetto è rimasto al palo per oltre un decennio.

    Ivo Rossi, ritrovando una foto dell’accordo del 2013, evidenzia la distanza tra le promesse e la realtà. Il sindaco sottolinea che, a differenza di altre città come Verona e Treviso, Padova ha assistito a un progressivo depotenziamento dello Iov (Istituto Ortopedico e Traumatologico Veneto) e alla clonazione della facoltà di Medicina, con una conseguente perdita di ruolo della città nel panorama sanitario veneto. La decisione di spostare l’ospedale a S. Lazzaro nel 2017 è stata vista come un ulteriore passo indietro, finalizzato a favorire gli interessi immobiliari e finanziari.

    “Siamo davanti a una sorta di saga”, afferma Rossi, “in cui si sono raccontate un sacco di storie ai cittadini, disarticolando il disegno iniziale dei due poli. Scelte che hanno depotenziato e parzialmente svuotato il nuovo polo che avrebbe dovuto nascere”. La critica principale riguarda la mancanza di una visione strategica a lungo termine e l’incapacità di tradurre gli accordi in concrete azioni.

    Il trasferimento a S. Lazzaro ha prodotto solo un aumento del valore immobiliare dei terreni, senza apportare benefici reali alla sanità locale. Le due torri costruite nell'area rappresentano un investimento speculativo, piuttosto che una soluzione per le esigenze di assistenza sanitaria della comunità. La situazione evidenzia la necessità di una gestione più oculata e orientata al benessere dei cittadini, anziché a interessi economici.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Il Mattino. Leggi originale →

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