Il bacino termale euganeo, che comprende le città di Abano Terme e Montegrotto Terme in Veneto, sta vivendo una riduzione dell’offerta alberghiera durante i mesi estivi. Circa un terzo degli hotel presenti nella zona prevede di chiudere temporaneamente tra luglio e Ferragosto per effettuare lavori di manutenzione straordinaria e prepararsi per la stagione autunnale, tradizionalmente il periodo di massima affluenza turistica.
Secondo le stime di Federalberghi, circa il 30% degli hotel del bacino termale chiude ogni anno per alcune settimane durante l’estate. Questo non è un segnale di crisi o difficoltà, ma una strategia organizzativa volta a garantire la qualità dei servizi e ad ottimizzare i tempi di riapertura. Le strutture operano regolarmente per tutto l'anno, con circa 60-65 alberghi attivi, investendo in infrastrutture e servizi per attrarre turisti sia durante l’estate che in autunno.
Le attività principali svolte durante questi periodi di chiusura includono la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti, dalle camere agli elementi tecnologici, passando per piscine, aree benessere e spazi comuni. Gli investimenti possono raggiungere cifre significative, arrivando a oltre 100.000 euro all'anno per alberghi di dimensioni medie e milioni di euro per strutture più grandi come Tritone o Mioni. L’obiettivo è mantenere elevati gli standard qualitativi richiesti dai clienti, sempre più numerosi e internazionali.
Per affrontare le sfide del mercato turistico, molte strutture si concentrano sulla destagionalizzazione dell'offerta, creando spazi dedicati all'acqua, spiagge artificiali e giardini estivi. La direzione di Federalberghi sottolinea l’importanza di lavorare 11 o 12 mesi per garantire flussi finanziari stabili e fidelizzare i clienti con un’offerta diversificata durante tutto l’anno. Questo approccio mira a compensare le chiusure estive con una forte presenza turistica in autunno, sfruttando il potenziale del turismo termale.