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La Benandante: Un Viaggio nel Folklore Friulano tra Corpo e Spirito

27 Ottobre 2026 • 2 min
La Benandante: Un Viaggio nel Folklore Friulano tra Corpo e Spirito
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Indice

    Un Viaggio nel Cuore del Folklore Friulano

    Il secondo romanzo di Chiara Polita, La Benandante, è un’immersione profonda nel folklore friulano, con un’indagine che intreccia mistero familiare e leggende sulla figura dei benandanti. Il libro, pubblicato da Marsilio, racconta la storia di Lene, una giovane donna chiamata a confrontarsi con un antico dono e le responsabilità che ne derivano, ambientata tra le risorgive del Friuli occidentale e la Venezia di fine Ottocento.

    Il romanzo si concentra sul ruolo dei benandanti, figure tradizionali che secondo la credenza popolare sciolgono i malefici e combattono le streghe attraverso viaggi notturni. L’interesse dell’autrice nasce da una riflessione sul confine tra corpo e spirito, tra visibile e invisibile, un tema esplorato anche da Carlo Ginzburg nelle sue ricerche. Lene, la protagonista, personifica questo crinale, navigando tra verità e pregiudizio, e affrontando il mistero di un antico femminicidio irrisolto.

    Fonti e Ispirazioni

    Per ricostruire questo mondo, Polita ha attinto a diverse fonti, tra cui gli studi di Valentino Ostermann sulle tradizioni friulane e le opere di Carlo Ginzburg. Ha inoltre valorizzato le fonti vicine all’epoca in cui è ambientato il romanzo (fine Ottocento), dialogando con figure come Diamante, la ragazza del Gorc, che affonda le sue radici in archetipi antichi come Circe e Medea. L'autrice ha prestato particolare attenzione al potere della parola, del gesto e del corpo, elementi chiave per comprendere la componente magica del racconto.

    Temi Chiave

    • L’acqua: Simbolo di movimento, trasformazione e rigenerazione, l'acqua assume un ruolo centrale nella narrazione.
    • Il cammino: Il nome stesso dei benandanti evoca l'idea dell'andare, del continuo attraversamento di momenti luminosi e cadute.
    • Il confine tra realtà e immaginazione: L’ambientazione del romanzo, che spazia da luoghi reali come il Gorgazzo a suggestioni evocative, contribuisce a creare un’atmosfera sospesa nel tempo.

    La scelta dell'ambientazione alla fine dell'Ottocento riflette la convivenza tra credenze tradizionali e la loro progressiva sfumatura. Lene vive questa contraddizione, ispirandosi al senso di indeterminatezza della fiaba. Il libro gioca con un tempo sospeso, integrando elementi reali e immaginari, come il bosco, il castello e la palude.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Messaggero Veneto. Leggi originale →

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