PADOVA – I lavoratori della gelateria La Romana, marchio in franchising presente a Padova con tre punti vendita (Corso Milano, via Manzoni e piazza dei Signori), hanno annunciato lo stato di agitazione dopo mesi di tensioni legate a contratti irregolari, turni eccessivamente lunghi e salari ritenuti insufficienti. Lo sciopero generale del 30 ottobre ha visto un’alta adesione tra i dipendenti, con conseguenti chiusure prolungate delle attività. La principale contestazione riguarda il mancato rinnovo di una decina di contratti di lavoro, ma anche le pratiche legate agli straordinari, al trattamento economico inadeguato e all'utilizzo dei contratti di apprendistato.
Secondo quanto riporta il sindacato Usb, guidato da Antonio Sciuto, i lavoratori lamentano turni che possono superare le due o tre ore, salari bassi – 1.100 euro al mese per gli apprendisti e 1.400 per i dipendenti a tempo pieno (35 ore) – e l'abuso del contratto di apprendistato rinnovato senza termine. Una lavoratrice racconta di essere stata assunta in primavera con un contratto di apprendistato “a tempo indeterminato”, ma successivamente scoperta irregolare grazie all’intervento del sindacato. Sciuto sottolinea che la situazione non riguarda solo i dipendenti, ma anche lo Stato, data la natura degli sgravi contributivi legati all'apprendistato e il rischio di una violazione dei diritti.
La situazione è stata oggetto di intense trattative sindacali negli ultimi mesi, ma senza risultati concreti. L’azienda avrebbe negato il rinnovo dei contratti e, secondo il sindacato, avrebbe compiuto un “attacco spregiudicato” alle prerogative del sindacato e delle lavoratrici, che avevano rivendicato salari più alti e diritti migliori. La decisione di non rinnovare i contratti ha ulteriormente inasprito la situazione, portando i lavoratori a dichiarare lo stato di agitazione e a prepararsi a un nuovo stop alle attività.
Il sindacato Usb chiede l'immediato rinnovo dei contratti scaduti o in scadenza per tutti i dipendenti, sottolineando che nessuno deve essere lasciato indietro. La situazione evidenzia il rischio di abusi nell’utilizzo del contratto di apprendistato e la necessità di una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori.