La Procura della Repubblica di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007 nella villetta di Garlasco. La richiesta è basata su ventuno elementi di accusa, tra cui il movente legato al rifiuto di un approccio sessuale da parte della vittima, e l'accusa di aver agito con crudeltà e per motivi abietti, perpetrando una serie di colpi che hanno causato la morte di Chiara.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, Sempio si accanì sulla giovane dopo un rifiuto, infliggendole almeno dodici lesioni al cranio e al volto. La Procura descrive gli ultimi istanti di vita della ragazza, evidenziando la colluttazione iniziale, i colpi reiterati alla testa e il trascinamento verso la cantina, culminati in ulteriori colpi che determinarono il decesso. L'accusa si avvale di telefonate fatte dalla vittima, denaro reperito per scagionare Sempio, versioni mendaci messe a verbale, video intimi e l’impronta del palmo della mano sul muro.
La difesa, guidata dagli avvocati Cataliotti e Taccia, ha contestato la tempestività del processo, chiedendo al giudice di sospenderlo fino alla definizione della posizione di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi. La strategia difensiva mira a bloccare l'udienza preliminare, invocando una questione procedurale e sollevando dubbi sulla legittimità costituzionale del processo. L’accusa ha inoltre richiesto la perizia sull’impronta 33 e sul numero di scarpa con suola a pallini.
La vicenda è complessa e potrebbe protrarsi nel tempo, con possibili approfondimenti come la perizia sull'impronta 33 e il DNA estratto dalla bicicletta di Stasi. La Procura ha individuato ventuno elementi a sostegno della sua accusa, mentre la difesa si concentra sulla sospensione del processo in attesa della definizione della posizione di Stasi. Il gup potrebbe fissare l’udienza preliminare per l'anno prossimo.