Di Battista a Cuba: un’esperienza che ribalta le sue posizioni
Alessandro Di Battista ha documentato una visita all’ospedale Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras a L'Avana, dove è stato ricoverato e operato. La sua esperienza, resa pubblica su Substack, ha rivelato un profondo apprezzamento per i medici cubani che lo hanno curato, portandolo a criticare aspramente le politiche degli Stati Uniti.
Le parole di Di Battista
L'ex deputato pentastellaro descrive come l’intervento chirurgico gli abbia permesso di ‘tornare molto meglio’ e di riprendere la sua attività di scrittura e denuncia. In un post, accompagnato da una foto con i medici cubani, afferma: “Mi hanno salvato la vita, gli USA come mafiosi”. Di Battista sottolinea l'eccellenza del sistema sanitario cubano, evidenziando il suo impegno per la comunità, in particolare per i medici palestinesi formati a Cuba e poi vittime di attacchi terroristici.
Il ruolo degli Stati Uniti
La visita a Cuba è stata per Di Battista un'occasione per denunciare le conseguenze del blocco statunitense sul Paese. Attribuisce la situazione critica alle politiche americane, citando l’invasione della Baia dei Porci come esempio di ‘comportamento mafioso’ da parte dell'ex esponente pentastellato. L’intervento chirurgico e l’attenzione dimostrata dai medici cubani hanno generato un forte legame emotivo con Di Battista, che ha ricevuto parole di incoraggiamento anche dal conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.
Reazioni e commenti
Ranucci ha espresso apprezzamento per l'impegno di Di Battista, definendolo ‘persona che dona e non comanda’. La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti, con Ranucci che sottolinea la necessità di figure politiche impegnate nel bene comune. Il caso è stato utilizzato anche per criticare il governo italiano, con Ranucci che definisce Tajani un 'toppa peggiore del buco'.