I tentativi di frode informatica tramite SMS (Smishing), messaggi su WhatsApp e telefonate con numero falsificato (Spoofing) rappresentano oggi una delle minacce più diffuse in tutta Italia, come ricordano costantemente gli avvisi della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
1. I 3 schemi di truffa più diffusi in Italia
I truffatori sfruttano il senso di urgenza o di allarme per spingere la vittima ad agire d'impulso senza verificare il mittente:
- Il finto SMS della banca o delle Poste: avvisa di un presunto accesso anomalo o pagamento sospetto e invita a cliccare su un link per annullare l'operazione.
- Il messaggio su WhatsApp 'Ciao mamma/papà, ho rotto il telefono': un numero sconosciuto finge di essere un familiare in difficoltà e chiede un bonifico istantaneo per pagare una spesa urgente.
- Il falso operatore antifrode al telefono: chiama mostrando sullo schermo il vero numero verde della banca (alterato tramite software) e convince l'utente a spostare i risparmi su un 'conto sicuro'.
2. Le regole d'oro per non cadere mai nella trappola
La regola fondamentale è semplice: nessun istituto bancario, ufficio postale o ente statale chiede mai codici PIN, password o codici temporanei OTP tramite link ricevuti via messaggio o al telefono. Se ricevi una richiesta di denaro da un presunto familiare con un nuovo numero, chiama sempre il vecchio numero di telefono per verificare a voce.
3. Cosa fare subito se hai cliccato o fornito dati
Se temi di aver inserito i tuoi dati su una pagina sospetta, contatta immediatamente il numero ufficiale di blocco carte della tua banca, modifica le password di accesso e sporgi denuncia presso la Questura, i Carabinieri o il portale del Commissariato di P.S. Online della Polizia Postale.