Wall Street ha subito un colpo durissimo dopo la vittoria dei democratici, con il Nasdaq che ha registrato una perdita del 5,5% e indici azionari come Dow Jones e S&P 500 in forte calo. La seduta di ieri ha visto bruciare 3.200 miliardi di dollari di valore a causa della fuga di capitali legata alle preoccupazioni per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e la sua concentrazione in data center.
Il sell-off è stato alimentato dal timore che i nuovi impianti per l'IA, soprattutto nelle aree residenziali, non vengano approvati dalla prossima amministrazione democratica. Bernie Sanders ha chiesto una moratoria nazionale sui nuovi impianti, sottolineando il rischio di danni ambientali causati dagli «oligarchi della Big Tech». La frenata si è fatta sentire in particolare nei settori dei produttori di chip, con un calo del 10% per l'indice dei semiconduttori e perdite significative per Nvidia, AMD, Micron e Broadcom.
L’attenzione degli investitori si è concentrata anche sul Texas, dove la dem Gina Hinojosa ha vinto le elezioni governative promettendo una moratoria sui nuovi data center. La sua vittoria ha innescato un'ulteriore pressione sulle società legate all'IA, come CoreWeave, Nebius e Iren, con cali del 9%, 15% e 16% rispettivamente. Il risultato ha evidenziato la crescente opposizione locale allo sviluppo di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
La crisi si riflette anche nel patrimonio personale di Elon Musk, che ha subito una perdita di 74 miliardi di dollari in un solo giorno e di ulteriori 33,5 miliardi dalla chiusura delle urne. La situazione è critica anche per il segretario di Stato Marco Rubio, con possibili dimissioni discusse alla Casa Bianca. L'amministrazione Biden sembra orientata a un cambio di rotta rispetto alle politiche del precedente governo, con OpenAI che ha annunciato impegni per pagare interamente l’energia consumata dai suoi data center.