Una donna residente a Rovereto ha ottenuto un risarcimento di oltre 42.000 euro da un titolare di una società per i disturbi acustici causati dall'attività di uno studio di registrazione situato nel suo condominio. La vicenda, iniziata nel settembre 2022 con l’apertura del locale destinato a studio di registrazione al piano terra del palazzo, si è conclusa con una sentenza favorevole alla condomina, che ha dimostrato il danno subito e il mancato guadagno.
La giudice Giulia Paoli ha riconosciuto sia il danno non patrimoniale derivante dal disagio, dall’ansia e dalla frustrazione causati dai rumori, sia il mancato guadagno per l’impossibilità di affittare un appartamento. Il tribunale ha quantificato il canone mensile in 742 euro, considerando 48 mensilità, a seguito dell'impossibilità di utilizzare l'immobile a causa delle emissioni sonore.
Le attività musicali, che si verificavano per almeno tre settimane al mese nelle fasce orarie comprese tra le 9 e le 10 e tra le 18 e le 22, hanno superato la soglia di tollerabilità a causa della loro frequenza quasi quotidiana. La sentenza ha ordinato alla società di mettere a norma l’impianto acustico dello studio, installare un sistema di monitoraggio, controllo e spegnimento automatico delle apparecchiature, oltre al rispetto dei limiti legali.
Punti Salienti della Sentenza
- Risarcimento totale: 42.000 euro
- Danno non patrimoniale: 7.000 euro
- Mancato guadagno: 35.664 euro (calcolato su 48 mensilità a 742 euro)
- Obbligo di messa a norma dell’impianto acustico