Un archeologo milanese, Maurizio Milani, ha annunciato una scoperta sensazionale che potrebbe riscrivere la storia del viaggio di Cristoforo Colombo. Durante una telefonata, Milani ha riferito di aver individuato i resti della caravella “Pinta”, andata perduta nel ritorno dal Nuovo Mondo, in un'area insolita vicino a Venezia.
La scoperta è avvenuta su un’isola artificiale formatasi da qualche anno, piena di plastica e reti, situata a circa 1 chilometro dietro il manicomio di Venezia. Secondo Milani, l'area contiene i resti di due uomini, presumibilmente membri dell'equipaggio, oltre a barili di sale, aringhe e vino – elementi che confermerebbero la natura della spedizione. L’archeologo ha espresso preoccupazione per il potenziale impatto della scoperta, sottolineando la necessità di non attribuire responsabilità per l'evento.
Milani, noto per la sua collaborazione con il quotidiano “Il Foglio” e per il suo passato come sguattero in un hotel, ha fornito dettagli sulla natura dell’area dove è stata trovata la caravella: un'isola artificiale, composta interamente di plastica. La scoperta solleva interrogativi sul metodo di ricerca e sull'accuratezza delle informazioni fornite dall'archeologo stesso, che ha una storia controversa legata a un concorso per giovani talenti e a un successivo sfratto.
L’identificazione precisa della caravella “Pinta” è cruciale per la ricerca storica. Se confermata, la scoperta rappresenterebbe una prova concreta del viaggio di Colombo e fornirebbe nuove informazioni sull'equipaggio e sulle condizioni di vita a bordo. La presenza delle salme, se confermata, aggiungerebbe un elemento drammatico alla storia, sollevando interrogativi sulla sorte dei marinai coinvolti nel viaggio.