Caprino (Verona) – Un allevatore della zona ha subito una grave perdita di capi ovini a seguito di ripetuti attacchi di lupi. In soli dieci giorni dal rientro dall’alpeggio, il produttore, che gestisce un gregge di duemila esemplari, si è visto sbranare 12 pecore adulte e agnelli nelle località Bran e Boi. L'episodio ha sollevato preoccupazione tra gli allevatori locali e ha evidenziato la persistenza del problema delle predazioni da parte della fauna selvatica.
Misure di Protezione Inefficaci
L’allevatore, nel tentativo di proteggere il suo gregge, aveva adottato diverse misure preventive: anticipazione della transumanza, radunamento degli ovini in recinti elettrificati e l'impiego di quattro cani da guardiania maremmani addestrati. Nonostante queste precauzioni, i lupi sono riusciti a superare le recinzioni, confermando la loro capacità di eludere le barriere protettive.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla frustrazione degli allevatori, stanchi di lungaggini burocratiche e risarcimenti insufficienti. Come sottolinea l'allevatore, molti stanno rinunciando a denunciare le predazioni, creando un circolo vizioso che ostacola qualsiasi azione correttiva. Il sindaco di Caprino, Giuseppe Armani, ha evidenziato la consolidata presenza dei lupi nella zona e ha chiesto attenzione alla politica del contenimento della popolazione lupina, in parallelo con il problema dei cinghiali.
L'incidente sottolinea la complessità della gestione del rapporto tra allevatori e fauna selvatica, evidenziando la necessità di strategie più efficaci e di un coordinamento maggiore tra le istituzioni e gli operatori del settore. La questione è aggravata dalla mancanza di risarcimenti rapidi ed adeguati per i danni subiti, alimentando il malcontento degli allevatori.