Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un monito allarmante: «Se cadiamo, ci saranno 20 milioni di profughi in Europa». La dichiarazione, rilasciata in un contesto di crescente incertezza sul fronte militare, evidenzia la dipendenza critica dell'Ucraina da Starlink, il sistema satellitare di SpaceX, per le comunicazioni e il comando delle operazioni.
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Parallelamente, la situazione si complica con un'iniziativa bipartisan nel Senato statunitense. Un gruppo di nove senatori, guidati da Jeanne Shaheen e Thom Tillis, ha chiesto un’indagine sull’interruzione dei sistemi Starshield e Starlink in Ucraina. La lettera, indirizzata all'ispettore generale del Dipartimento della Difesa, Platte Moring III, solleva preoccupazioni significative riguardo al potenziale impatto di queste interruzioni sulla sicurezza del personale americano.
Secondo la documentazione, tra il 12 e il 14 ottobre SpaceX avrebbe imposto limiti di velocità ai terminali Starlink in Ucraina, compromettendo le comunicazioni di droni e aerei. I senatori evidenziano anche segnalazioni secondo cui personale diplomatico, militare e di sicurezza statunitense ha incontrato difficoltà ad accedere ai rifugi durante attacchi russi, suggerendo un possibile disservizio nelle capacità di allerta e condivisione delle informazioni. La richiesta include l'accertamento se funzionari del Pentagono abbiano autorizzato o avuto conoscenza delle modifiche ai servizi.
Starshield, la versione militare di Starlink gestita anche tramite contratti della Space Force, rappresenta un elemento cruciale per le comunicazioni e il comando ucraini. La richiesta dei senatori si traduce in una sollecitazione a una verifica immediata e a una responsabilità chiara, con una risposta scritta e una briefing entro il 1° novembre.