Treviso-Udine: Gracis tra Amarcord e Tattiche
Un derby Treviso-Udine visto da lontano, con un protagonista speciale: Andrea Gracis. L'ex dirigente bianconero e trevigiano, che ha contribuito a riportare in Serie A entrambe le società, si è raccontato al Messaggero Veneto, tra amarcord e spunti tattici per la sfida di domenica al Palaverde.
Un Ritorno con Distacco
«Un bell’effetto», racconta Gracis, «finalmente posso assistere al match con maggior distacco, anche se ovviamente sono affezionato a entrambe le società. Spero di godermi una bella partita». L'ex dirigente ha scelto di prendersi una pausa dal basket dopo 12 anni di impegno, dedicandosi allo scouting e alla visione delle partite, un’attività che gli permette di mantenere vivo il suo interesse per il mondo cestistico.
L'Apu e le Sue Potenzialità
Gracis esprime apprezzamento per la nuova Apu: «Serve un po’ di tempo, perché è nuova per 7/10 e deve trovare gli equilibri interni. Per come sento parlare Adriano, i presupposti per fare bene ci sono: col suo lavoro e la dedizione del gruppo in allenamento si andrà lontano». Il playmaker Sisko viene lodato per il suo approccio alla pallacanestro, mentre Calzavara, portato a Udine da Gracis, è descritto come un giocatore di grande passione e mentalità.
Le Chiavi del Derby
Per la partita di domenica, Gracis individua due aspetti fondamentali: «Treviso vorrà impostare un ritmo alto, gioca sull’estro di Macura e dei piccoli. Udine, che ha la miglior difesa in A, dovrà frenare i momenti in cui i padroni di casa si accendono, sospinti dal pubblico». L'ex dirigente sottolinea inoltre l'importanza di Cappelletti, tenuto d'occhio da Banchi e Vertemati.
Ricordi e Promesse
Gracis conclude il suo intervento con un aneddoto sul diario che ha scritto sull’anno della promozione dell’Apu, e una promessa: «Tornerò al Carnera, ma più avanti, per godermi le partite in totale serenità».