Un'Eco di Solidarietà Dopo Cinquant'anni
Marano Lagunare e Buja, due comunità profondamente segnate dal terremoto del 1976, si sono ritrovate domenica 20 settembre per celebrare un’epopea di solidarietà. Circa 200 bambini bujesini, accolti a Marano dopo il sisma, sono tornati a raccontare i mesi trascorsi lontano da casa, rinnovando un legame che resiste al tempo e alla distanza.
La storia risale ai giorni immediatamente successivi al terremoto. La necessità di accogliere temporaneamente i bambini sfollati ha scatenato una risposta spontanea e straordinaria: l’intera comunità di Marano si è mobilitata per offrire rifugio, cibo e conforto ai piccoli ospiti provenienti da Buja. Come riporta il Messaggero Veneto, questa iniziativa, nata dall'emergenza, si è trasformata in un'amicizia duratura, testimonianza della resilienza umana.
Ricordi e Testimonianze
I bambini, ora adulti, hanno condiviso con i presenti ricordi vividi di quell’esperienza. Marco Tonino, allora 11enne, ha raccontato come l'accoglienza a Marano abbia rappresentato un faro di speranza in un momento di profondo smarrimento. Le attività quotidiane – giochi, gite, momenti di condivisione – hanno contribuito a trasformare l’ospitalità in qualcosa di più di una semplice accoglienza, creando un legame indissolubile tra le due comunità.
Un momento toccante della giornata è stato legato ai disegni realizzati dai bambini nel 1976, oggi esposti alla Vecchia Pescheria di Marano. Questi disegni, nate dallo sguardo innocente dell’infanzia, sono diventati veri e propri documenti di memoria collettiva, offrendo una testimonianza unica del terremoto e dell'esperienza dell'accoglienza.
Una Comunità Mobilitata
L'ospitalità dei bambini è stata resa possibile grazie all’impegno di un'intera comunità. Monsignor Elia Piu, don Luigi Regeni e l'allora sindaco Luciano Regeni, insieme alla parrocchia di San Martino Vescovo, ai volontari e alle numerose famiglie maranesi, hanno contribuito a creare una rete di solidarietà che ha garantito il benessere dei piccoli ospiti. Il ricreatorio parrocchiale è diventato un punto di riferimento per l'ospitalità e le attività quotidiane, mentre il Comune mise a disposizione la cucina della Scuola dell’Infanzia per la preparazione dei pasti.
La storia dell'accoglienza di Marano si inserisce nel più ampio contesto della ricostruzione del territorio friulano, guidata da figure come Gino Molinaro, che dal 1977 avrebbe guidato il Comune di Buja negli anni decisivi della rinascita. Il gesto di accoglienza rappresenta un simbolo di speranza e resilienza per l'intera regione.